FLOATING JOB

Le picaresche avventure d'un marinaio precario...

giovedì, 26 gennaio 2006

Fu allora che il simulacro di Dorian sfoggiò il suo sibilante ghigno perennemente in differita, e armato di questo soltanto cominciò a declamare con la fierezza dello stolto compatito, Ma come si fa a dare il voto ai comunisti, che ovunque sono andati al potere hanno seminato sangue,terrore e merda, gente che entra in casa con le scarpe piene di terra dopo che quell' angelo sacrificale di mia madre ha appena pulito il pavimento, che non ce la fa più con la schiena quella vecchia scopa poverina, sicuro com' era che una volta ancora la sua solita figurina della storia avrebbe ammaliato e taciuto tutti, esausti di contraddire un folle; questa volta un dotto impolverato da anni di lotte sottratte si sarebbe però destato dal torpore, e col lo smarrimento e la fatica di un combattente svilito abbozzò la banale arcinota litania che si sentiva ripetere da sempre, sin dai primi anni della sua lontana educazione, e cioè che a volerli contare anche il capitalismo annoverava le sue stragi tremende nefande, ch' esso è generato dalla schiavitù e che dunque della libertà è la naturale contraddizione, e che fin un padre che non gli appartiene, e che è un' autorità anzi presso i suoi detrattori, ovverosia Paolo di Tarso, affermava nel giusto che il denaro è lo sterco del demonio. Il simulacro rimaneva allora confuso, non capiva innanzi tutto chi demonio fosse quel Paolo di cui il rivale parlava occhieggiando, non rammentandosi cioè che anche i Santi, prima d'esser Santi, per conquistarsi l' anomea di Santi, devon per forza esser stati prima di tutto uomini, e che quel tale cui lo spregiudicato alludeva non era altri che il buon vecchio San Paolo, nato a Tarso, in Anatolia, ovvero in Turchia, una decina d' anni prima del suo eternamente venerabile Maestro; non volendo tuttavia sfigurare al cospetto di un nemico di dialattica così scaduto e trapassato, lui che del giovane nuovo era l' immagine staitica e immutabile, e dunque già morta prima, in cerca di miti aggiornati e al passo del costume, che non mettessero troppo in difficoltà un auditorio di memoria corta come la sua, il simulacro tapino inciampò in una ribattuta maldestra, e cioè Mi consenta di rispondere ai suoi filosofi greci con una frase del compianto donald Reagan, e cioè che i comunisti Marx l' hanno letto, e noi l' abbiamo capito.....

Postato da: jeffersoncrosue a gennaio 26, 2006 01:45 | link | commenti (4) |


Commenti
#1    26 Gennaio 2006 - 20:21
 
scrivi la tesi!
utente anonimo

#2    26 Gennaio 2006 - 20:42
 
sacrosanto! grazie coscienza!
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#3    27 Gennaio 2006 - 11:16
 
...tortuosa è la via verso la limpidezza linguistica e la chiarezza del pensiero!
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente lamonia

#4    27 Gennaio 2006 - 23:25
 
e che vogliamo dire della dialAttica?
utente anonimo

Commenti

...E il naufragar m'è acre in questo tedio...

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